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Da Fred al GOP

Gennaio 28, 2008

L’avventura presidenziale di Fred Thompson è terminata prima ancora di affrontare il super Tuesday del 5 febbraio.Come abbiamo scritto è un peccato e continuiamo a ritenere Fred il miglior candidato, quello più rappresentativo dei Conservatori.Ma all’inizio di questo blog avevamo anche scritto che avremmo comunque sostenuto un candidato Repubblicano, chiunque potesse essere, qualora Fred non ce l’avesse fatta.E se abbiamo, anche senza Fred, un candidato che ci convince più di altri, pur tuttavia intendiamo trasformare questo blog da “Italiani per Fred Thompson” in “Italiani per un Repubblicano alla Casa Bianca”, continuando a seguire l’appassionante vicenda delle primarie americane, nella convinzione che dopo il 5 febbraio la scelta apparirà più chiara, ma anche nella speranza che si possano riaprire tanti giochi se nessuno otterrà la maggioranza dei delegati alla Convention di agosto.

Poco alla volta, quindi, cambieremo immagini e links del blog che, anche per ricordarne l’origine, resterà all’indirizzo attuale.

A presto.

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Beati gli ultimi …

Gennaio 26, 2008

a candidarsi che saranno i primi a ritirarsi.Mentre ancora, scaramanticamente (non dire quattro se non l’hai nel sacco, dice il Saggio), non abbiamo organizzato il brindisi che accompagnerà il taglio della mortadella e degli insaccati di contorno, è arrivata la notizia che si è ritirato Fred Thompson, il candidato che avevo eletto come preferito nella rosa dei Repubblicani per la successione a George W. Bush alla Casa Bianca.
Mi dispiace perché i motivi che me lo avevano fatto preferire a McCain e ad Huckabee restano tutti, in quanto questi due candidati, pur esprimendo una posizione conservatrice e “muscolare”, manifestano alcune defaillance rispetto all’identikit del mio candidato ideale, che deve avvicinarsi il più possibile ad una sorta di clone del Presidente in carica, che reputo uno dei migliori che gli Stati Uniti e l’Occidente abbiano avuto.
Un candidato autenticamente Conservatore nei Valori, Liberale in economia, determinato nella politica estera e nell’uso della forza militare.
A tutto questo rispondeva Fred Thompson.
Solo parzialmente rispondono McCain (di cui non apprezzo il silenzio/complicità sui temi cari ai radicali italiani) e Huckabee (di cui invece non apprezzo il distacco dalla politica estera di Bush).
Anche la scelta di Thompson di ritirarsi ora, me lo fa apprezzare per dignità e intelligenza.
I voti fino ad ora espressi lo indicavano chiaramente fuori dai giochi.
Insistere avrebbe portato a tre fattori negativi:
- un inutile spreco di denaro;
- il frazionamento del voto conservatore che, invece, ha bisogno di unità per scongiurare la candidatura di Giuliani;
- l’accumulo di tossine e di litigiosità nel campo Repubblicano
.
Vorrei sottolineare proprio questo ultimo punto, con una vena di ottimismo.
Allo stato attuale tra i candidati Repubblicani non c’è nessun mattatore.
McCain, Romney e Huckabee hanno alternativamente vinto o perso con onore nelle prime votazioni e sono sostanzialmente alla pari, con un vantaggio in delegati per il candidato mormone e con un vantaggio nei sondaggi per il Veterano del Vietnam.
Deve però ancora entrare in campo Giuliani e la sua poderosa (non so se gioiosa) macchina da guerra.
Gli altri sono ormai out e farebbero bene a prendere esempio da Fred Thompson.
Il 6 febbraio, dopo il super tuesday, probabilmente i giochi saranno fatti, ma se, per caso, come potrebbe accadere, i candidati arrivassero alla Convention di agosto, senza un dominatore, allora ci starebbe anche una soluzione che possa rappresentare l’unità del partito, dietro una figura che possa raccogliere stima, consensi trasversali e la non ostilità, magari derivante dall’animosità della campagna elettorale, degli altri candidati.
Ecco che la scelta di Fred Thompson potrebbe risultare vincente.
La cara amica Lontana è stata l’animatrice del blog Italiani per Fred Thompson e adesso stiamo riflettendo sul suo utilizzo nel prosieguo di questa interessante ed importante campagna presidenziale americana.
Una campagna che, indipendentemente dalla presenza del candidato da noi reputato migliore per rappresentare quella parte politica nella quale ci riconosciamo, segna un momento decisivo anche per il futuro della nostra Patria perché il Presidente degli Stati Uniti è anche il Capo dell’Occidente, l’uomo da cui non possiamo prescindere per qualunque, efficace politica estera.
Tratto dal blog Blacknights

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Bye bye Fred

Gennaio 23, 2008

Dal blog RDMV20

L’ex senatore Fred Thompson, ha annunciato il suo ritiro dalla corsa per le Presidenziali degli Stati Uniti d’America:

“Oggi ho ritirato la mia candidatura per la presidenza degli Stati Uniti. Spero che il mio paese ed il mio partito abbiano apprezzato lo sforzo fatto. Ringrazio per l’incoraggiamento delle molte persone che mi sono state vicine alle quali sarò sempre grato”

Già durante le primarie in South Carolina giravano le voci riguardanti il suo abbandono poi di fatto rese pubbliche da lui stesso: “Se non dovessi trovare un buon risultato in South carolina dovrò pensarci…vedremo…”. Alla fine credo che il buon senso abbia avuto il sopravvento. Sceso in campo troppo tardi (settembre) il protagonista di Law and Order si è perso in un’apatia disarmante per una campagna elettorale poco incisiva, senza essere in grado di capitalizzare la sua enorme notorietà conquistata via cavo. Thompson non era un novellino della politica, nel 1994 fu eletto al Senato degli Stati Uniti e ha rappresentato il Tennessee per otto lunghi anni.
Salutai la sua discesa in campo con un cauto ottimismo, forse per via dei dejavu passati di attori presidenti. Aveva tutte le carte in regole per fare un ottima campagna elettorale ed invece Thompson ha dimostrato di essere poco leader e poco presente rispetto a personaggi forse più astuti e più attenti. Mike Huckabee gli ha tolto presto la scettro mettendolo in un angolo. Sperava tutto nel South Carolina l’ex senatore, sperava nella sua gente del Sud, ma non è bastato. Un triste terzo posto senza infamia e senza onore ha di fatto bocciato le sue aspirazioni anche se, è bene dirlo, proprio negli ultimi tempi sembrava essersi risvegliato. Troppo tardi però. Lo scarso fund-raising ed i sondaggi impetosi in Florida, California e nel prossimo “Super-Tuesday” devono aver avuto il sopravvento su qualsiasi tipo di velleità. Ora sono cinque i candidati rimasti in corsa McCain, Giuliani, Paul, Huckabee e Romney. Dove potrebbero andare adesso i voti dei fedeli di Fred? Verrebbe da pensare immediatamente ad un candidato come Huckabee, ma è ancora presto per dirlo visto che Thompson fece l’endorsement a McCain nel 2000 contro George W. Bush.

Intanto la prossima tappa per Republicani (La Florida) vede risultati contrastanti. Per Rasmussen c’è Romney in testa al 25%, subito dietro McCain al 20% e Giuliani al 19%. Inverse le previsioni per Survey USA che da McCain al 25%, Rudolph Giuliani al 20%, Mitt Romney al 19% e Mike Huckabee al 14%.

Ora invece il calendario ci indica nuovamente – come data più vicina per le prossime primarie – lo stato del South Carolina, teatro di voto con le primarie Democratiche. Abbiamo assistito proprio ieri al dibattito a tre Clinton, Obama ed Edwards il quale si è dimostrato senza dubbio il più in forma in mezzo ai due litiganti ormai in conflitto da settimane. Come già avevo espresso pochi giorni fa, Edwards sarà l’ago della bilancia nel momento di sostenere uno dei due front runner alla corsa per la Casa Bianca, a meno che nel Big Tuesday non possa fare un miracolo, ma ne dubito. Il risultato in questo Stato del Sud è comunque scontato, con Obama che dovrebbe trionfare sulla ex First Lady. Tutti i sondaggi infatti sono per il leader di colore con una media RCP di dieci punti percentuale superiore rispetto alla Clinton.

Per concludere diamo anche una sguardo alle quote di Intrade sul Nazionale, che vede in testa per i Dems Hillary al 66,1% e per i Repubblicani McCain al 51%.

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Fred si ritira

Gennaio 22, 2008

Fred Thompson ha annunciato oggi che si ritira dalla corsa per la candidatura repubblicana.

Qui e qui trovate degli articoli connessi.

Peccato, sarebbe stato un grande Presidente.

Ora vediamo che farà McCain…

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Un segnale?

Gennaio 22, 2008

Il N.Y. Time ha tolto Giuliani dal quadro dei candidati, ma ci ha messo…

Fred!

Vedere qui

( le cose non vanno poi cosi’ male…)

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Romney si é preso il Michigan

Gennaio 16, 2008

Romney 39 %

McCain 30%

Huckabee 16 %

Paul   6 %

Thompson  4 %

Giuliani  3 %

É una gara appassionante. Nessuno puo’ fare previsioni.

Comunque ultimamente Thompson ha fatto degli ottimi interventi nei dibattiti.

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Fred rilancia

Gennaio 11, 2008

Al dibattito del Gop di stasera su Fox News, il vincitore é stato Ron Paul col 32 % seguito da fred Thompson col 22%. Gli osservatori hanno apprezzato moltissimo la sua performance ed é considerato il piu’ ”vero conservatore”

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Fred non lascia

Gennaio 9, 2008

Malgrado abbia perso nell’Iowa e sia arrivato secondo nel Wyoming, Fred continua la sua corsa. É partito ieri per il South Carolina per prepararsi alla nuova sfida.

Certo, i candidati repubblicani  sono ancora tanti e alcuni sembrano schizzare in avanti, come Huckabee e McCain, ma ci sono ancora molti Stati e sopratutto il super-martedi’ di febbraio, in cui si voterà in contemporanea in 20 Stati.

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Oggi si comincia in Iowa

Gennaio 3, 2008

Le televisioni americane sono pronte. Si parte con le Primarie in Iowa.

Riporto quanto scritto da RDM20:

Mancano poche ore all’inizio delle prime votazioni che poi accompagneranno, nel mese di Novembre, due contendenti a giocarsi la Presidenza degli Stati Uniti d’America. L’unica parola però che mi viene in mente, in questa vigilia che precede il caucus in Iowa, è: Incertezza!
Ci sarebbe bisogno – molto più dei sondaggi – di un indovino per capire quello che succederà nel 29° stato degli USA ed in New Hampshire (8 Gennaio).
Sono i dubbi che dominano gli stati-chiave, dove l’assenza di grandi favoriti, rende difficile poter fare un pronostico. Persino i grandi quotidiani americani ancora non riescono a trovare un quadro chiaro di quello che potrebbe accadere. Tra le fila dei Democratici – dove si pensava ad una Clinton imbattibile – le cose stanno lentamente cambiando. Barack Obama è riuscito in Iowa ad affiancarsi nei sondaggi alla ex First Lady che, nell’ultimo mese, si è vista costretta a ripresentare ai comizi persino suo marito e sua figlia, pur di raggranellare gli ultimi “disperati” voti.

In questo momento in cui vi sto scrivendo la situazione in Iowa darebbe vincente la Clinton di un punto e mezzo su Obama, e Huckabee, per i Repubblicani, trionfatore per neanche mezzo punto percentuale! Troppo poco il “range” per far dormire sonni tranquilli alle prime file.
Come si vede dai sondaggi per i Democratici, la Clinton, Obama ed anche Edwards (dato per perdente troppo in fretta) “viaggiano” sostanzialmente alla pari, visto la poca distanza di preferenze che li divide. A questo punto, a fare la differenza nelle particolari assemblee di partito con cui si esprimono gli elettori dello stato del Midwest (appunto i caucus), saranno le capacità organizzative degli staff dei vari candidati. In mezzo al freddo ed al gelo (si parla già di temperature “polari”), sarà la logistica a farla da padrone nel tentativo di portare più sostenitori possibili nei circa 2.000 caucus sparsi nello stato dell’Iowa. Ma, per come votano i democratici, sarà importante poter prevedere le mosse degli elettori dei “piccoli” candidati, quelli ormai fuorigioco da tempo. I caucus dei democratici infatti prevedono che gli elettori dei candidati che non raggiungono un quorum di almeno il 15% dei presenti nel luogo dell’assemblea pubblica, possano essere distribuiti tra i candidati principali. I “fans” di individui come Bill Ritcharson, oppure di personaggi come Chris Dodd, alla fine potrebbero fare la differenza con le loro scelte di campo.
Tutt’altra storia invece per i Repubblicani dove il voto rimarrà segreto. Nei caucus del Gop infatti si voterà con il metodo dello “straw poll”: in pratica gli elettori, dopo aver partecipato all’assemblea ed ascoltato le istruzioni e gli interventi dei partecipanti, scriveranno il nome del candidato prescelto su un foglietto di carta che verrà deposto in un cappello o in un altro contenitore. Subito dopo, via allo spoglio dei voti in diretta. Semplicità che va dritta allo scopo.

Se come abbiamo detto, l’impatto mediatico del voto in Iowa sarà di gran lunga superiore alle campagne elettorali fin qui svolte dai vari candidati, in New Hampshire invece, si inizierà a giocare la vera partita per delineare i nomi dei due contendenti che si giocheranno il posto alla Sala Ovale.
La NBC, proprio ieri, ha “sfoderato” un sondaggio niente male: McCain si troverebbe in testa in New Hampshire, sorpassando Romney di ben 6 punti percentuale.
Analizzando però i vari sondaggi è sempre l’ex governatore del Massachusetts a sopravanzare tutti i suoi avversari di circa tre punti percentuale ma, la diversità dei valori dei vari “polls” (l’enorme differenza per esempio fra LATimes ed NBC), sommata alla “cavalcata” di McCain dopo l’endorsement di Lieberman, lasciano il risultato del match nel New England, ancora incerto. Difficile per Romney, nonostante i suoi attacchi ben portati verso McCain ed Huckabee, poter dormire sereno davanti alla inarrestabile corsa dei suoi avversari. Mentre per Giuliani? Certo non sarà in questi stati che si misurerà la sua “appetibilità” per la presidenza e si dovrà aspettare almeno la fine di Gennaio per sapere se l’ex sindaco di New York – parecchio in difficoltà nei sondaggi dell’ultimo periodo – sarà in grado di poter mettere i bastoni fra le ruote ad Hillary Clinton.

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I Conservatori torneranno da Thompson

Dicembre 28, 2007

Sebbene nei sondaggi ora Fred sia al quinto posto, le cose sono ancora tutte da vedere.

Secondo il blogger Land of Da Free,

Fred Thompson ha la piu’ alta quota di attitudine favorevole a lui in Iowa.

Fred Thompson is viewed favorably by 77% of likely Iowa Republican Caucus goers according to Rasmussen’s latest Iowa Polling (Dec 19). That is the highest favorable rating of any Republican candidate. Romney’s favorability rating is at 73%, Huckabee 67%, McCain 63% and Giuliani 58%.

É anche il secondo nella lista dei votanti repubblicani in Iowa.

“Among those who say there’s a good chance they could change their mind, Thompson and Huckabee top the second choice list” according to Rasmussen.

Sempre piu’ repubblicani lo vedono come vero Conservatore

In a Rasmussen Poll of 800 likely voters December 10 – December 18, 50% of Republicans view Fred Thompson as conservative. Trailing Thompson is Huckabee, who is viewed as conservative by 43% of Republican voters, compared to 41% of voters who view him as moderate or liberal (a 15% increase from the last poll)

Ha la quota piu’ alta di pareri favorevoli a vederlo come Candidato Nazionale

The Rasmussen Reports daily Presidential Tracking Poll shows that Thompson is viewed favorably by 67% of Republican voters. McCain and Giuliani are viewed favorably by 65%, Huckabee by 64%, and Romney by only 59%.