
Bene il dibattito di Dearborn
Ottobre 12, 2007Da News Italia Press
Dearborn –
Ieri sera i candidati Repubblicani alle elezioni Presidenziali americane del 2008 si sono affrontati nel sesto grande dibattito pubblico interno al partito Repubblicano .
Per la prima volta, oltre a John McCain, Mitt Romney e Rudolph Giuliani sul palco c’è stato anche Fred Thompson, il governatore del Tennessean, che da outsider è riuscito a diventare il principale rivale del favorito Giuliani . Il dibattito, promosso dal partito Repubblicano del Mitchigan si è concentrato molto sui temi economici.
Dopo una fase iniziale più distesa in cui i candidati si sono scambiati anche complimenti reciproci, in particolare al nuovo arrivato Thompson ed in cui il moderatore a rivolto domande generiche, si è poi passati allo scontro vero e proprio, che ha visto come protagonisti centrali Romney e Giuliani.
L’oggetto del loro dibattito sono state le tasse: “Ho abbassato le tasse del 17% . – ha attaccato Giuliani – Sotto di lui (Romney) sono cresciute di 11 punti per capita. Io ho fatto una cosa, lui un’altra“. Ma Giuliani non ha nemmeno avuto il tempo di concludere che già Romney si stava difendendo bollando le dichiarazioni dell’ex sindaco di New York come “baloney” ovvero sciocchezze. “Sindaco, pensa ai fatti tuoi. – ha risposto seccato Romney – Non è vero che ho aumentato le tasse in Massachusset, le ho diminuite“.
La seconda grande questione che ha suscitato le maggiori polemiche è stata la “line item veto“. Anche in questo caso è stato Giuliani a sollevare il polverone giudicandola incostituzionale e pertanto accusando i suoi sostenitori, fra cui Romney e McCain, di appoggiare un provvedimento che va contro le stesse leggi federali.
Durante la serata si è spaziato in molte direzioni affrontando temi quali il libero commercio, l’ambiente ed il calo di fiducia della popolazione verso le istituzioni, ma, riguardo questi argomenti, non c’è stato un vero e proprio dibattito ed i candidati si sono limitati ad esprimere le proprie convinzioni per altro piuttosto simili fra loro. Alla fine si è ritornati ad un clima molto disteso con Romney che ha ironizzato sull’entrata in scena di Thompson in uno degli ultimi dibattiti, paragonandola ad uno dei suoi ingressi nella serie “Low & Order“.
Thompson stesso, invece, incalzato da una domanda della moderatrice Maria Bartiromo su come si sentiva ad essere presente per la prima volta al grande confronto, ha risposto “di essere felice nell’essere qui” aggiungendo che “senza di lui le cose erano più noiose“. Forse per la grande attesa creata nel pubblico o perché comunque si è dimostrato preparato ed attivo, Fred Thompson, alla fine della serata, è stato quello che probabilmente ha ottenuto un risultato migliore.




Bene. I conti si faranno alla fine e Giuliani dve ancora convincere l’anima profonda dei Repubblicani.
Infatti..
Comunque se si legge in giro le opinioni sono tante e, sebbene Fred faccia una campagna soft, molti giornalisti l’hanno trovato super!
Credo tu abbia notizie di prima mano, più dirette rispetto a quelle che circolano in Italia dove la moda è già di prefigurare uno scontro tra Giuliani e la moglie di Clinton. Come ho scritto proprio ora in Blacknights, è ridicola l’assegnazione del Nobel per la pace a Gore, ma se serve a far inciampare la moglie di Clinton e aiutare il candidato Repubblicano, beh … non tutti i mali vengono per nuocere … e speriamo che Fred Thompson sia l’inciampo di Giuliani …
É difficile a dirsi, anche perché i pareri sono molto discordanti. Thompson piace sicuramente di piu’. É pacato, un vero conservatore, gradevole e rassicurante.
Il problema é che é partito tardi e molti hanno talmente paura che Hillary/Bill vincano che piuttosto si tureranno il naso e voteranno Giuliani..