
Oggi si comincia in Iowa
Gennaio 3, 2008Le televisioni americane sono pronte. Si parte con le Primarie in Iowa.
Riporto quanto scritto da RDM20:
Mancano poche ore all’inizio delle prime votazioni che poi accompagneranno, nel mese di Novembre, due contendenti a giocarsi la Presidenza degli Stati Uniti d’America. L’unica parola però che mi viene in mente, in questa vigilia che precede il caucus in Iowa, è: Incertezza!
Ci sarebbe bisogno – molto più dei sondaggi – di un indovino per capire quello che succederà nel 29° stato degli USA ed in New Hampshire (8 Gennaio).
Sono i dubbi che dominano gli stati-chiave, dove l’assenza di grandi favoriti, rende difficile poter fare un pronostico. Persino i grandi quotidiani americani ancora non riescono a trovare un quadro chiaro di quello che potrebbe accadere. Tra le fila dei Democratici – dove si pensava ad una Clinton imbattibile – le cose stanno lentamente cambiando. Barack Obama è riuscito in Iowa ad affiancarsi nei sondaggi alla ex First Lady che, nell’ultimo mese, si è vista costretta a ripresentare ai comizi persino suo marito e sua figlia, pur di raggranellare gli ultimi “disperati” voti.
In questo momento in cui vi sto scrivendo la situazione in Iowa darebbe vincente la Clinton di un punto e mezzo su Obama, e Huckabee, per i Repubblicani, trionfatore per neanche mezzo punto percentuale! Troppo poco il “range” per far dormire sonni tranquilli alle prime file.
Come si vede dai sondaggi per i Democratici, la Clinton, Obama ed anche Edwards (dato per perdente troppo in fretta) “viaggiano” sostanzialmente alla pari, visto la poca distanza di preferenze che li divide. A questo punto, a fare la differenza nelle particolari assemblee di partito con cui si esprimono gli elettori dello stato del Midwest (appunto i caucus), saranno le capacità organizzative degli staff dei vari candidati. In mezzo al freddo ed al gelo (si parla già di temperature “polari”), sarà la logistica a farla da padrone nel tentativo di portare più sostenitori possibili nei circa 2.000 caucus sparsi nello stato dell’Iowa. Ma, per come votano i democratici, sarà importante poter prevedere le mosse degli elettori dei “piccoli” candidati, quelli ormai fuorigioco da tempo. I caucus dei democratici infatti prevedono che gli elettori dei candidati che non raggiungono un quorum di almeno il 15% dei presenti nel luogo dell’assemblea pubblica, possano essere distribuiti tra i candidati principali. I “fans” di individui come Bill Ritcharson, oppure di personaggi come Chris Dodd, alla fine potrebbero fare la differenza con le loro scelte di campo.
Tutt’altra storia invece per i Repubblicani dove il voto rimarrà segreto. Nei caucus del Gop infatti si voterà con il metodo dello “straw poll”: in pratica gli elettori, dopo aver partecipato all’assemblea ed ascoltato le istruzioni e gli interventi dei partecipanti, scriveranno il nome del candidato prescelto su un foglietto di carta che verrà deposto in un cappello o in un altro contenitore. Subito dopo, via allo spoglio dei voti in diretta. Semplicità che va dritta allo scopo.
Se come abbiamo detto, l’impatto mediatico del voto in Iowa sarà di gran lunga superiore alle campagne elettorali fin qui svolte dai vari candidati, in New Hampshire invece, si inizierà a giocare la vera partita per delineare i nomi dei due contendenti che si giocheranno il posto alla Sala Ovale.
La NBC, proprio ieri, ha “sfoderato” un sondaggio niente male: McCain si troverebbe in testa in New Hampshire, sorpassando Romney di ben 6 punti percentuale.
Analizzando però i vari sondaggi è sempre l’ex governatore del Massachusetts a sopravanzare tutti i suoi avversari di circa tre punti percentuale ma, la diversità dei valori dei vari “polls” (l’enorme differenza per esempio fra LATimes ed NBC), sommata alla “cavalcata” di McCain dopo l’endorsement di Lieberman, lasciano il risultato del match nel New England, ancora incerto. Difficile per Romney, nonostante i suoi attacchi ben portati verso McCain ed Huckabee, poter dormire sereno davanti alla inarrestabile corsa dei suoi avversari. Mentre per Giuliani? Certo non sarà in questi stati che si misurerà la sua “appetibilità” per la presidenza e si dovrà aspettare almeno la fine di Gennaio per sapere se l’ex sindaco di New York – parecchio in difficoltà nei sondaggi dell’ultimo periodo – sarà in grado di poter mettere i bastoni fra le ruote ad Hillary Clinton.




Purtroppo Thompson sembra uscito di scena. Spero che almeno Huckabee regga, altrimenti rimarremo senza un conservatore vero e Giuliani non ci rappresenterebbe di certo!
ciao Salo!
Non é ancora uscito di scena, ma le speranze ormai sono pochissime. E malgrado il fatto che nel Wyoming sia arrivato secondo dopo Romney