Archive for settembre 2007

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Fred Thompson e le istanze conservatrici

settembre 25, 2007

FD continua a seguire, nei sondaggi, l’altro candidato repubblicano Rudy Giuliani e non ha neppure veramente ancora cominciato a fare campagna elettorale.

É temuto, ed é per questo che le critiche al suo modo di condurre la campagna elettorale non mancano.

In realtà deve ancora farsi conoscere come candidato e far meglio conoscere le sue posizioni.

Sul sito della CNN dedicato alle elezioni 2008, troviamo i vari ritratti dei candidati e qui, quello dedicato a Fred.

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Vita Libertà Proprietà

settembre 21, 2007

Dal blog Isola del Pensiero

Sicurezza, unità, prosperità. Tre parole chiave e si è gettato nella mischia. Senza paura, senza pensare ai pronostici o ai sondaggi.

Io ho scelto lui: Fred Thompson.

Molti blog hanno compiuto scelte affrettate, molti si sono accontentati di ciò che passava il convento, molti hanno seguito l’impulso del nome più di moda. Io no, io ho atteso. E ho avuto ragione.

La candidatura di Fred Thompson alle presidenziali americane del 2008 è ciò che tutti i conservatori liberali aspettavano: un vuoto che si va a colmare.

Certo, ci tengo a sottolineare che la politica anglosassone ha il grande pregio, rispetto alla nostra, di non avere a che fare con ideologie assurde dal passato sanguinario: non c’è spazio per i Diliberto negli USA, e nemmeno per i Le Pen! Niente estremismi nella terra della Libertà: solo due grandi partiti, entrambi realmente democratici, entrambi realmente liberali, che lasciano poco tempo ai dibattiti ideologici e si concentrano così molto meglio sui problemi reali della gente, sulle sfide aperte per il futuro.

Quindi una politica sicuramente più sana e moderna della nostra.

Detto questo però, non posso far finta che tutti i candidati siano uguali, perchè non è così.

 

Nello schieramento dei Democratici, faccio il tifo per Obama, il quale rispetto alla Clinton è molto più coerente riguardo la politica estera e molto più equilibrato sui temi etici.

Nello schieramento dei Repubblicani, al quale sono naturalmente più affine, prima del 6 settembre non potevo fare il tifo per nessuno, non certo pre il ROIN (Repubblican only in name) Giuliani, non certo per il mormone impacciato Romney, non certo per quella volpe a volte troppo insipida a volte troppo eccessiva di McCain (tra l’altro in grossi guai finanziari). Poi, finalmente, la luce della speranza, per me, ma soprattutto per la Right Nation americana: Fred Thompson, la stella di Hollywood, l’ex senatore, il conservatore tutto d’un pezzo!

Ecco la scelta giusta, ecco il momento giusto, ecco un uomo col giusto entusiasmo e il doveroso rispetto per i valori fondanti della più antica democrazia liberale del mondo!

Forza Fred!

e GOD BLESS AMERICA

 

 

 

Salo

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Un blog e un blogroll per Fred Thompson

settembre 17, 2007

Ci abbiamo pensato un po’.
Abbiamo fatto alcune prove.
Abbiamo valutato quanto potesse essere di interesse una iniziativa del genere e, quindi, abbiamo deciso di procedere.
Così è in linea il blog Italiani per Fred Thompson ed è a disposizione il blogroll di sostegno creato da Il Giovine Occidente .
Ma che c’azzecca la corsa alla Casa Bianca con noi Italiani ?
Lo abbiamo già scritto , in parole povere, perché il Presidente degli Stati Uniti influenza anche i nostri destini nel male (come fu con Carter) e nel bene (Reagan e Bush).
Perché abbiamo scelto Fred Thompson quando il front runner dei Repubblicani è Rudolph Giuliani, il sindaco della “tolleranza zero” che già conta numerosi sostenitori italici ?
Perché noi siamo Conservatori, non Liberali o NeoCons, ma Conservatori, nella tradizionale accezione del termine.
Abbiamo molto che ci unisce ai Liberali (nella vecchia accezione italiana – quella di Croce, Einaudi, Malagodi del termine,non certo in quella della politica anglosassone o in quella di Zanone) e ancor più ai NeoCons, ma il nostro conservatorismo è fatto di Tradizione, fedeltà alla Storia, concretezza, realismo.
Ci sembra che queste caratteristiche siano al meglio rappresentate da Fred Thompson, più che da ogni altro candidato Repubblicano e siano ben sintetizzate nel suo slogan: security – unity – prosperity che facciamo integralmente nostro.
Un solido conservatorismo, tradizionale, in opposizione agli ammiccamenti, soprattutto in quel campo che impropriamente è definito dei “diritti civili” dell’ex sindaco della Grande Mela.
Un tradizionale conservatorismo che rappresenta il cuore e l’anima degli Stati Uniti che amiamo.
Resta ovvio e naturale che l’adesione alla candidatura di Fred Thompson non ci impedirà, qualora venisse scelto Giuliani, di parteggiare per lui contro un qualsivoglia candidato democratico.

Lontana & Massimo

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America needs Fred Thompson

settembre 16, 2007
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Thompson sale nei sondaggi

settembre 14, 2007

 

Come si vede dagli ultimi sondaggi su Fox News, Thompson é salito in pochi giorni dal 17% al 23,4 %

Republican Presidential Nomination

RCP Average: Giuliani +5.2%

  • Giuliani
  • 28.6%
  • Thompson
  • 23.4%
  • Romney
  • 10.8%
  • McCain
  • 15.3%

 

Democratic Presidential Nomination

RCP Average: Clinton +19.3%

  • Clinton
  • 43.1%
  • Obama
  • 23.8%
  • Edwards
  • 15.4%
  • Richardson
  • 3.3%

 

 

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Fred Thompson e i destini della destra americana

settembre 13, 2007

Da L’Occidentale:

Contenti ma, ancora, non convinti. L’intellighenzia conservatrice americana ha accolto con favore l’annuncio della candidatura di Fred Thompson alla presidenza, lo scorso 6 settembre. Tuttavia, il suo tardivo ingresso nella campagna elettorale viene ritenuto un grave errore, che potrebbe costargli caro. Un giudizio, questo, condiviso da molti quotidiani e riviste vicine al Grand Old Party.

In un articolo a firma di Stephen F. Hayes, il settimanale neocon “The Wheekly Standard” ricorda che già l’11 marzo scorso, intervistato da Fox News Sunday, l’attore ed ex senatore aveva affermato di prendere “in seria considerazione” l’ipotesi di scendere in campo. Parole che avevano rinvigorito gli attivisti repubblicani, tanto che Thompson, senza essersi neppure candidato, si piazzava al secondo posto nei sondaggi sul gradimento degli elettori repubblicani. Da allora sono passati mesi senza il passo decisivo. Poi, la settimana scorsa, il passaggio del Rubicone più volte rimandato. Questo attendismo ha sicuramente nuociuto all’immagine del protagonista di Law and Order. Per Hayes, infatti, con tale tatticismo, Thompson avrebbe perso il suo asso nella manica: la capacità di presentarsi come uomo fuori dai giochi di potere. Per quanto riguarda la proposta politica dell’ex senatore del Tennessee, secondo il settimanale neoconservative, il messaggio è chiaro: convincere la base repubblicana di essere l’unico vero candidato conservatore, senza scheletri nell’armadio su temi sensibili come aborto, tasse e immigrazione. Insomma, di non essere un Rino, (Republican in name only), ovvero un repubblicano nominale. Il riferimento critico, ovviamente, è a Rudy Giuliani. Non a caso, John Podhoretz, sul New York Post del 7 settembre, ha scritto che il vero obiettivo di Thompson è far “deragliare” l’ex sindaco di New York e strappargli la nomination. Anche se forse “è troppo tardi”, ha commentato il Washington Times, il giorno dopo l’annuncio della candidatura.

Per Amy Schatz del Wall Street Journal, Fred Thompson sta al partito Repubblicano come Barack Obama sta al partito Democratico. Entrambi hanno centrato la propria strategia sulle parole “speranza” e “cambiamento”. Con il suo slogan elettorale – “Sicurezza, unità e prosperità” – l’ex senatore punta a raccogliere i voti dei conservatori delusi dagli altri candidati del GOP. Schatz indica alcuni punti di forza di Thompson: innanzitutto, (unico dei candidati repubblicani) viene dal sud degli States. Un fattore che potrebbe pesare nelle primarie in South Carolina e Florida, dove si voterà già a gennaio 2008. L’attore può inoltre contare su consolidati legami con l’industria cinematografica di Hollywood. Amicizie che gli potranno tornar utili nelle primarie in California. Infine, Thompson riaccende il sogno mai sopito dei Repubblicani di trovare un nuovo Ronald Reagan. Tre anche i punti deboli, secondo il WSJ: la sua età piuttosto avanzata (65 anni) anche se in confronto all’ultrasettantenne McCain sembra un ragazzino; la sua salute, ha avuto un tumore da cui, comunque, sembra essersi ripreso senza strascichi e, last but not least, la sua piattaforma politica piuttosto vaga e affatto aiutata dagli anni passati in Senato, di cui non si ricorda nulla di veramente significativo.

Numerosi articoli su Fred Thompson sono usciti negli ultimi giorni sulla versione on line della rivista National Review. Il periodico conservatore ha anche riproposto una lunghissima intervista al nuovo candidato, realizzata il mese scorso da Byron York. Molti gli spunti per comprendere che tipo di presidenza si avrebbe con Thompson allo Studio Ovale. Sull’Iraq, il candidato repubblicano sostiene l’aumento delle truppe deciso da Bush a gennaio (the surge) e ritiene un favore al nemico mostrarsi divisi. Incalzato da York sulla spinosa questione iraniana, l’ex senatore del Tennessee risponde che ogni opzione deve essere valutata, compresa quella militare, anche se un embargo sarebbe preferibile. Sul fronte economico, si impegna a mantenere i tagli alle tasse decisi dall’attuale amministrazione e ad attuare la riforma della social security, laddove l’amministrazione Bush ha fallito. Sui temi etici, si propone nelle vesti di conservatore doc: pro life e contrario ai matrimoni gay. Dal canto suo, Rich Lowry, sempre su National Review, afferma che Thompson dovrà faticare non poco per stare al passo di Rudy Giuliani e Mitt Romney, entrambi dimostratisi ottimi fundraiser, abili nei dibattiti e infaticabili nel fare campagna elettorale in giro per gli Stati Uniti. E’ comprensibile, scrive Lowry, che Thompson, guardando i lusinghieri dati dei sondaggi senza neanche essere in corsa, abbia concluso “Perché no?”. Ora, però, deve rispondere a una domanda molto più impegnativa: “Perché sì”.

A margine delle considerazioni politiche, uno dei rilievi sul carattere che più spesso viene mosso a Thompson riguarda la sua presunta pigrizia. Secondo alcuni, questa, più che ragioni di tattica, avrebbe indotto il procuratore di Law and Order a procrastinare la data della candidatura alla Casa Bianca. Nulla di più falso, secondo Zack Wamp, deputato del Tennessee e amico di Thompson. “Un attore – ha detto Wamp al Wall Street Journal – sa bene quando deve entrare in scena”. Ma certo, gli altri candidati non si lasciano sfuggire l’occasione per punzecchiarlo. Romney ha dichiarato che poteva anche prendersela comoda e aspettare un altro po’ prima di candidarsi. La più bella battuta al riguardo, però, è di John McCain. Commentando l’assenza di Thompson a un dibattito tra i candidati repubblicani, nel New Hampshire, il senatore dell’Arizona ha affermato sornione che, forse, l’ora del confronto era troppo tardi per le abitudini di Thompson, già a letto a dormire.

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Fred Thompson scende in campo

settembre 11, 2007

Dal Blog

Il Rumore dei miei venti

Dopo i tira e molla durati qualche mese, Fred Thompson, colui che potrebbe portar scompiglio nelle file del Gop per le primarie per le presidenziali americane del 2008, ha deciso di rendere pubblica la sua candidatura e di scendere finalmente in campo.

Ora si vedrà davvero se l’ex senatore avrà la stoffa per poter mettere il bastone fra le ruote al candidato numero uno anti-Hillary, Rudy Giuliani.
Thompson, da buon attore consumato, ha scelto il set televisivo del comico hollywoodiano Jay Leno per il proprio annuncio: “A proposito, c’é una cosa che volevo aggiungere: mi candido a presidente degli Stati Uniti”, ha buttato là con nonchalance in diretta Tv, trasmissione tra l’altro seguita da milioni di americani.

La scelta di tale momento per dichiarare la sua discesa in campo non è stata casuale perché proprio negli stessi minuti su Fox News gli altri candidati stavano rispondendo con un batti e ribatti a domande in un dibattito sul New Hampshire.
In più, con grossa astuzia, per rendere il messaggio ancora più incisivo, Thompson ha piazzato un suo spot televisivo proprio in mezzo al dibattito degli avversari e ha rincarato la dose invitando gli ascoltatori a entrare nel suo sito web, www.fred08.com, per seguire il video con il quale ha spiegato il programma presidenziale.

Il candidato, attore di “Law and Order”, da virtuale (presente solo su siti, blogroll e sondaggi) ora è pronto a scendere in campo fianco ai suoi avversari politici e, a mio modesto parere, si preannunciano scintille. Già le prime battute alla sua candidatura sono ovviamente arrivate durante il dibattito su Fox: “Forse Fred ha scelto di non partecipare al nostro dibattito perché è già passata l’ora in cui va a letto”, ha detto il senatore John McCain . Lo stesso dicasi per Romney che non è stato da meno: “Perché tutta questa fretta? Poteva prendersi un po’ di tempo e candidarsi, che so, a gennaio o febbraio prossimi…”. Anche Giuliani non si è risparmiato in battute citando Law and Order dove Thompson è uno dei protagonisti:” credo sia abbastanza bravo a interpretare me in Tv”.

E’ indubbio, battute a parte, che già da questi primi commenti sarcastici si può intravedere come i diretti concorrenti del Gop imposteranno la loro strategia contro l’ex senatore cercando bloccare in tutti i modi possibili i finanziamenti verso la sua campagna elettorale dipingendolo come un “ritardatario” e quindi non in grado di poter ottenere la piena fiducia degli elettori (questo succederà soprattutto negli stati chiave dei primi voti, come New Hampshire e Iowa) . Battute e strategie a parte, Fred Thompson fa paura e darà sicuramente filo da torcere, dato che al momento i conservatori americani fanno davvero fatica a riconoscersi in un candidato che li rappresenti tutti fino in fondo.

Thompson ha dalla sua la fortuna che non dovrà farsi conoscere più tanto, vista la sua notorietà d’attore e visto che la sua faccia entra già da tempo, tramite etere, in milioni di schermi americani ed in più le sue idee conservatrici e i suoi atteggiamenti alla Reagan, suoneranno rassicuranti per una parte d’America a cui non piacciono le posizioni di Giuliani o il look da amministratore delegato di Romney. Il suo atteggiamento da “uomo popolare” ed il suo accento del Sud, faranno il resto, per un popolo americano che inizia ad amare sempre meno l’establishment.

Tutto questo basterà però a battere un Giuliani in vetta ai sondaggi (è quasi alla pari con Hillary) nonostante tutta la brutta pubblicità che la guerra in Iraq ha dato al Grand Old Party? Di certo questi ultimi mesi che separano i primi voti alle primarie saranno incandescenti e tutti da seguire. E se per i democratici oramai sembra essere tutto segnato e scontato con la Clinton sul podio più alto, non si può dire lo stesso per i Repubblicani, dove la vera battaglia è appena cominciata.