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Fred non lascia

gennaio 9, 2008

Malgrado abbia perso nell’Iowa e sia arrivato secondo nel Wyoming, Fred continua la sua corsa. É partito ieri per il South Carolina per prepararsi alla nuova sfida.

Certo, i candidati repubblicani  sono ancora tanti e alcuni sembrano schizzare in avanti, come Huckabee e McCain, ma ci sono ancora molti Stati e sopratutto il super-martedi’ di febbraio, in cui si voterà in contemporanea in 20 Stati.

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Oggi si comincia in Iowa

gennaio 3, 2008

Le televisioni americane sono pronte. Si parte con le Primarie in Iowa.

Riporto quanto scritto da RDM20:

Mancano poche ore all’inizio delle prime votazioni che poi accompagneranno, nel mese di Novembre, due contendenti a giocarsi la Presidenza degli Stati Uniti d’America. L’unica parola però che mi viene in mente, in questa vigilia che precede il caucus in Iowa, è: Incertezza!
Ci sarebbe bisogno – molto più dei sondaggi – di un indovino per capire quello che succederà nel 29° stato degli USA ed in New Hampshire (8 Gennaio).
Sono i dubbi che dominano gli stati-chiave, dove l’assenza di grandi favoriti, rende difficile poter fare un pronostico. Persino i grandi quotidiani americani ancora non riescono a trovare un quadro chiaro di quello che potrebbe accadere. Tra le fila dei Democratici – dove si pensava ad una Clinton imbattibile – le cose stanno lentamente cambiando. Barack Obama è riuscito in Iowa ad affiancarsi nei sondaggi alla ex First Lady che, nell’ultimo mese, si è vista costretta a ripresentare ai comizi persino suo marito e sua figlia, pur di raggranellare gli ultimi “disperati” voti.

In questo momento in cui vi sto scrivendo la situazione in Iowa darebbe vincente la Clinton di un punto e mezzo su Obama, e Huckabee, per i Repubblicani, trionfatore per neanche mezzo punto percentuale! Troppo poco il “range” per far dormire sonni tranquilli alle prime file.
Come si vede dai sondaggi per i Democratici, la Clinton, Obama ed anche Edwards (dato per perdente troppo in fretta) “viaggiano” sostanzialmente alla pari, visto la poca distanza di preferenze che li divide. A questo punto, a fare la differenza nelle particolari assemblee di partito con cui si esprimono gli elettori dello stato del Midwest (appunto i caucus), saranno le capacità organizzative degli staff dei vari candidati. In mezzo al freddo ed al gelo (si parla già di temperature “polari”), sarà la logistica a farla da padrone nel tentativo di portare più sostenitori possibili nei circa 2.000 caucus sparsi nello stato dell’Iowa. Ma, per come votano i democratici, sarà importante poter prevedere le mosse degli elettori dei “piccoli” candidati, quelli ormai fuorigioco da tempo. I caucus dei democratici infatti prevedono che gli elettori dei candidati che non raggiungono un quorum di almeno il 15% dei presenti nel luogo dell’assemblea pubblica, possano essere distribuiti tra i candidati principali. I “fans” di individui come Bill Ritcharson, oppure di personaggi come Chris Dodd, alla fine potrebbero fare la differenza con le loro scelte di campo.
Tutt’altra storia invece per i Repubblicani dove il voto rimarrà segreto. Nei caucus del Gop infatti si voterà con il metodo dello “straw poll”: in pratica gli elettori, dopo aver partecipato all’assemblea ed ascoltato le istruzioni e gli interventi dei partecipanti, scriveranno il nome del candidato prescelto su un foglietto di carta che verrà deposto in un cappello o in un altro contenitore. Subito dopo, via allo spoglio dei voti in diretta. Semplicità che va dritta allo scopo.

Se come abbiamo detto, l’impatto mediatico del voto in Iowa sarà di gran lunga superiore alle campagne elettorali fin qui svolte dai vari candidati, in New Hampshire invece, si inizierà a giocare la vera partita per delineare i nomi dei due contendenti che si giocheranno il posto alla Sala Ovale.
La NBC, proprio ieri, ha “sfoderato” un sondaggio niente male: McCain si troverebbe in testa in New Hampshire, sorpassando Romney di ben 6 punti percentuale.
Analizzando però i vari sondaggi è sempre l’ex governatore del Massachusetts a sopravanzare tutti i suoi avversari di circa tre punti percentuale ma, la diversità dei valori dei vari “polls” (l’enorme differenza per esempio fra LATimes ed NBC), sommata alla “cavalcata” di McCain dopo l’endorsement di Lieberman, lasciano il risultato del match nel New England, ancora incerto. Difficile per Romney, nonostante i suoi attacchi ben portati verso McCain ed Huckabee, poter dormire sereno davanti alla inarrestabile corsa dei suoi avversari. Mentre per Giuliani? Certo non sarà in questi stati che si misurerà la sua “appetibilità” per la presidenza e si dovrà aspettare almeno la fine di Gennaio per sapere se l’ex sindaco di New York – parecchio in difficoltà nei sondaggi dell’ultimo periodo – sarà in grado di poter mettere i bastoni fra le ruote ad Hillary Clinton.

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I Conservatori torneranno da Thompson

dicembre 28, 2007

Sebbene nei sondaggi ora Fred sia al quinto posto, le cose sono ancora tutte da vedere.

Secondo il blogger Land of Da Free,

Fred Thompson ha la piu’ alta quota di attitudine favorevole a lui in Iowa.

Fred Thompson is viewed favorably by 77% of likely Iowa Republican Caucus goers according to Rasmussen’s latest Iowa Polling (Dec 19). That is the highest favorable rating of any Republican candidate. Romney’s favorability rating is at 73%, Huckabee 67%, McCain 63% and Giuliani 58%.

É anche il secondo nella lista dei votanti repubblicani in Iowa.

“Among those who say there’s a good chance they could change their mind, Thompson and Huckabee top the second choice list” according to Rasmussen.

Sempre piu’ repubblicani lo vedono come vero Conservatore

In a Rasmussen Poll of 800 likely voters December 10 – December 18, 50% of Republicans view Fred Thompson as conservative. Trailing Thompson is Huckabee, who is viewed as conservative by 43% of Republican voters, compared to 41% of voters who view him as moderate or liberal (a 15% increase from the last poll)

Ha la quota piu’ alta di pareri favorevoli a vederlo come Candidato Nazionale

The Rasmussen Reports daily Presidential Tracking Poll shows that Thompson is viewed favorably by 67% of Republican voters. McCain and Giuliani are viewed favorably by 65%, Huckabee by 64%, and Romney by only 59%.

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Kristol: Thompson and McCain Should Go Presidential

dicembre 12, 2007

December 11, 2007 • By William Kristol

Poor Mitt Romney. He’s a serious guy, with an impressive grasp of complicated issues. He wants to be president, presumably, to accomplish big things. And now he’s reduced to trying to fend off Mike Huckabee in Iowa with an ad highlighting a trivial pseudo-difference on a tiny aspect of their respective gubernatorial records, on the question of what benefits states should provide or deny to the kids of illegal immigrants.

The ad (every word of which is obviously and clunkily a product of polling and focus-grouping) may hurt Huckabee – though I’m doubtful Christian conservatives will necessarily rally to a guy who’s so proud he denied kids of illegal immigrants who attended public high schools in the state the opportunity to go to state colleges. But it sure makes Romney look small. Meanwhile, Giuliani’s shrinking, and Huckabee hasn’t exactly articulated a national vision.

This gives John McCain and Fred Thompson a big opportunity. In tomorrow’s debate, they can go presidential. They can draw a contrast with the squabbling governors and mayor next to them on stage. It is, after all, a wartime election, even if voters occasionally forget it. There are, after all, big domestic issues at stake, like entitlement reform and the courts. Thompson and McCain are lagging in the polls, but they are (now more than ever, ironically) the most presidential candidates in the race. Can one of them pull off an upset by refusing to pander and to squabble, by refusing to stoop to (try to) conquer?

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Giuliani e Romney lottano con Huckabee alla finestra

dicembre 6, 2007

Riporto di seguito l’articolo di Lino Mannocchia da News Italia Press:

New York – La morsa di freddo glaciale, la neve ed il ghiaccio che colpiscono metà del Nord America non frenano la determinazione dei candidati democratici e repubblicani impegnati a illustrare, sempre più, la loro posizione politica che dovrebbe lanciarli nelle alte sfere presidenziali.
Anche l’atto inconsulto dell’alienato cittadino del New Hampshire, che sabato si presentò nell’ufficio stampa della senatrice Hillary Clinton, indossando una carica esplosiva -risultata innoqua- con l’intenzione di parlare con la candidata democratica, assente, e per sei ore tenne occupati dozzine di agenti giunti dai vari centri viciniori, per poi arrendersi, non ha mutato l’atmosfera elettorale.

E’ stato più interessante, invece, l’uragano di ‘poll’ scatenato dai più impensati giornali ed Internet i quali, all’ultima ora, danno in testa Barack Obama con 28 punti su Hillary (25) ed Edward (23) e dall?altro campo l’ex governatore dell’Arkensas Mike Huchabee primo con 29 punti, seguito da Mitt Rodney (24) e Rudy Giuliani (13). La fluida situazione va incontro al solito margine d’errore del 4,4% pertanto la classifica di testa marcia sulla parita.
L’italo americano è stato il piu affaccendato nel tentativo di respingere e chiarire il capo di accusa che lo vede soggetto di abuso di somme ingenti usate per la protezione che spetta al Sindaco, e agli altri personaggi direttivi. Il candidato newyorkese avrebbe abusato però spendendo oltre che per la protezione personale, anche quella della moglie attuale e nel contempo della fidanzata del Southampton (Long Island). Quasi non bastasse, alcuni agenti hanno riferito che molto spesso erano adibiti anche a far passeggiare i cani del Sindaco e della fidanzata. Come abbiamo già rivelato, l’ultimo ex Commissioner di Polizia, figura alquanto grigia e soggetta ad inchieste, resta ancora l’ombra negativa dell’italo americano.

Anche l’aiuto (celebrità-finanziaria) di personaggi di Hollywood, Tv ed altro, come l’attrice-cantante Barbara Straisen o Hopry Hunprey, la nota presentatrice Tv di colore e tanti altri, ora viene a galla e da spago alle critiche e commenti, pur sapendo che, è risaputo, quell’appoggio non ha sempre dato i frutti sperati.

GIULIANI CONTRO ROMNEY
Ma se Giuliani nicchia, Mitt Romney non sorride. Dopo circa un anno di cavalcate pubblicitarie nello Iowa e New Hampshire, l’ex governatore ora affronta due sfidanti di destra (Mike Huckabee-Fred Thompson) ed uno di sinistra Rudy Giuliani. E, pressato da ambo i lati e fa acqua di voti. Si ricorda il dibattito di St Petersburgh (Florida) allorchè Mitt massacrò l’italoamericano sulla questione dell’immigrazione illegale che fece raccogliere punti di vantaggio a Huckabee,il quale, a parte qualche scossa, rimane serenamente in testa quale alternativa di Giuliani, per i social- conservativi. E non è Mormone. Molti republicani rimangono pensierosi pensando che nominando un mormone, offrirebbero l’elezione presidenziale ai democratici. Romney è additato come un flip-flop per l’aborto, per la sua politica evasiva e la non attendibilità a proposito dei diritti dei gay, e se ancora resta leggermente a galla su Giuliani lo deve ai milioni spesi a piene mani negli ultimi mesi. E’ opinione generale che Romney , in cerca di un ombrello capace di proteggerlo dalla pioggia politica battente, se non vince nello Iowa, può considerarsi finito.
Dal canto suo. Giuliani resta un enigma. Non si capisce perchè, come avemmo a dire, l’ex Sindaco non spende per la propaganda, pur avendo fondi in abbondanza.Comunque, pur perdendo in ambedue gli Stati, ma restando egualmente in campo lottando senza soste, grazie alla sua notorietà nazionale, Rudy, al pari di Hillary Clinton, non potrà andare K.O. all’inizio del duro combattimento.

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Ultime notizie

dicembre 6, 2007

Non ho piu’ aggiornato il sito perché ero in viaggio e poi perché é alquanto difficile trovare notizie su Fred, visto che i media non gli danno molta evidenza., preferendo candidati meno conservatori come Giuliani o , l’ultimo arrivato, Huckabee.

I sondaggi lo danno al quarto posto dopo Giuliani, Huckabee, McCain.

Secondo il blog Conservative Superiority, é appunto il trattamento riservatogli dai media repubblicani “liberali” a sfavorirlo sebbene nell’ultimo dibattito abbia avutoun’ottima performance.

C’é anche da leggere l’articolo di Rush Limbaugh a proposito dell’ultimo dibattito e del fatto che tutti i candidati repubblicani, tranne Thompson, sono dei moderati.


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Thompson può ancora farcela, parola di Premio Pulitzer

ottobre 19, 2007

Intervista con Michael Goodwin di Alessandro M. Gisotti

Da L’Occidentale

Il presidente l’ha già fatto per tre volte. Sul set cinematografico. Questa volta, però, Fred Thompson cerca di fare il grande salto dalla fiction alla realtà. All’attore e già senatore del Tennessee il carisma non manca, ma per vincere la nomination repubblicana non basta. Ce la farà a sorpassare Rudy Giuliani? E, soprattutto, riuscirà a tirare su il morale dell’elettorato repubblicano piuttosto depresso e demoralizzato, come ha rilevato recentemente il settimanale neoconservatore The Weekly Standard? Abbiamo girato queste domande a Michael Goodwin, editorialista del New York Daily News e vincitore nel 1999 del premio Pulitzer.

Qualcuno ritiene che Thompson sia sceso in campo troppo tardi. Cosa ne pensa?

“Se non c’è dubbio che Thompson è entrato tardi nella campagna elettorale rispetto agli altri candidati, tuttavia la sua discesa in campo non è avvenuta in modo tardivo in termini assoluti. Anzi, secondo gli standard delle tornate elettorali recenti, si è candidato al momento in cui più o meno la maggioranza dei candidati lo ha fatto nelle ultime elezioni, cioè verso la fine dell’anno prima delle presidenziali. Sebbene questa volta la stagione elettorale sia partita prima del solito, Thompson ha ancora molto tempo per fare una buona campagna visto che le primarie iniziano a gennaio e i grandi Stati votano tutti tra febbraio e marzo”.

Dopo il suo primo dibattito presidenziale, in Michigan, lei ha scritto che Thompson non va sottovalutato. Può ravvivare le speranze di vittoria del GOP?

“Al momento, non vedo alcun candidato in grado di ravvivare le speranze del GOP. Il partito è diviso tra diversi candidati e molti sondaggi mostrano i Democratici in vantaggio su numerosi temi, come quello della sanità, che sono in cima, in questo momento, alle preoccupazioni della gente. Il mio punto di vista è che Thompson ha superato nel dibattito le non grandi aspettative nei suoi confronti. In questo senso, e in considerazione del suo buon posizionamento nei sondaggi, ritengo che la sua candidatura vada presa sul serio”.

Quali sono i punti deboli e i punti forti di Fred Thomspon?

“La sua forza è nella sua riconoscibilità, rafforzata dalla sua carriera di attore, e dal suo background, il suo essere del Sud e antiabortista, condizioni diventate quasi obbligatorie nel GOP moderno. La sua debolezza è nella fama che si è fatto di essere pigro, con poca energia e di non avere quella spietata determinazione necessaria a sopportare una lunga lotta senza esclusione di colpi. Peraltro, dopo il suo primo dibattito non è comparso in alcun evento pubblico per 5 o 6 giorni. Un fatto inspiegabile, considerando che la maggior parte dei giudizi sul dibattito erano stati buoni. Era l’occasione giusta per sfruttare il momento. Questo comportamento ha rafforzato l’idea di quanti ritengono che Thompson non sia pienamente convinto della sua scelta di correre per la Casa Bianca e che non abbia la forza necessaria per ottenere la vittoria”.

In che modo la candidatura di Thompson incide sugli avversari, soprattutto il frontrunner Giuliani?

“I sondaggi mostrano che il vantaggio di Giuliani ha cominciato ad assottigliarsi man mano che si confermava la decisione di Thompson di candidarsi. C’è una certa logica nel fatto che gli altri sfidanti, soprattutto John McCain e Mitt Romney, non abbiano compiuto grandi progressi nei confronti di Giuliani. Thompson è emerso come una alternativa che può corrispondere alle caratteristiche di un tradizionale candidato del GOP, così alcuni elettori scontenti di Giuliani hanno cominciato a guardare a Thompson. Inoltre, la copertura dei mass media è stata prevalentemente favorevole, dando a Thompson una spinta in avanti prima ancora che scendesse in campo. Considerato tutto questo, non sorprende che Thompson abbia ottenuto risultati soprattutto a danno di Giuliani. D’altra parte, è altrettanto vero che il suo successo ha impedito a Romney e McCain di raccogliere nuovi consensi, con il risultato che Giuliani ha mantenuto il suo status di primo nella corsa”.

In Europa, Thompson è quasi esclusivamente conosciuto come attore. Che idea hanno gli americani di lui come politico?

“Anche molti americani lo conoscono soprattutto come attore. Tuttavia, è probabile che gli elettori repubblicani, che tendono ad essere molto coinvolti nel processo elettorale, conoscano meglio dei Democratici o degli Indipendenti il suo programma politico”

Se, come al momento è ampiamente previsto, Hillary Clinton ottenesse la candidatura presidenziale, Thompson potrebbe reggere il confronto?

“Dipende tutto da Thompson. Se continua a stare sulle sue e ad alimentare dubbi sul proprio impegno, allora non credo che vincerà la nomination repubblicana. La maggior parte dei Repubblicani ha una pessima idea di Hillary Clinton e non nominerebbe mai un candidato perdente in partenza. Thompson deve alzare il suo livello di energia per convincere gli elettori delle primarie che può farcela. Nel frattempo, questa condizione favorisce Giuliani. Molti sondaggi mostrano che, tra gli elettori Repubblicani, Giuliani viene considerato in grado di battere la Clinton in un’eventuale sfida per la presidenza. Ecco perché la sta attaccando duramente fin da adesso. Giuliani ritiene che questa strategia gli farà conquistare punti tra gli elettori delle primarie e così potrà assicurarsi il ticket repubblicano per la nomination”.